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La cupola è stata affrescata per ultima nel 1728 e doveva rappresentare il Trionfo di Maria Regina del cielo e della terra. Il programma iconografico è. quasi sicuramente, del monaco camaldolese Pietro Canneti, sapiente teologo e intenditore d’arte.
Tutta la composizione è divisa in sei gruppi, che rappresentano le sei età del mondo, così come sono spiegate dai Padri, specialmente Sant’Agostino, che nella Seconda Omelia sul Vangelo di Giovanni fa riferimento a sei giare delle Nozze di Cana come simbolo delle età del mondo, dalla creazione alla fine dei tempi. Questo soggetto è svolto nell’ampio giro della calotta: è un popolo di figure unite dal solo pensiero di contemplare estasiate il trionfo della Vergine; tutto l’Antico Testamento, come si è potuto vedere, è un succedersi di figure e di fatti allusivi all’opera futura di Maria. Nell’affresco della cupola si distinguono bene i vari gruppi e i personaggi che primeggiano in essi e specificano chiaramente il periodo storico che rappresentano.
Al centro della composizione vi è la scena dell’Incoronazione della Vergine che, inginocchiata con le mani incrociate sul petto, riceve la corona delle stelle dal Figlio; ha la veste bianca e il manto azzurro. Alla destra di Cristo vi è il Padre Eterno con lo scettro nella mano sinistra e con la destra benedicente. Sopra al gruppo aleggia la colomba dello Spirito Santo. Dalla lanterna scende una folla di Angeli e Serafini che danzano, spargono fiori o cantano al suono dell’organo e delle viole; quelli che chiudono la corona ai piedi di Cristo portano a Maria Regina del cielo, rami di ulivo, fasci di rose e gigli.
Vicino alla Trinità vi sono da un lato gli arcangeli Michele, che spicca per l’armatura e lo scudo con la scritta Yahweh, il nome di Dio, Gabriele con in mano un giglio e Raffaele con in mano il pesce che servì per la guarigione della cecità di Tobia; dal lato opposto un angelo con il vessillo della croce. Le età del mondo sono così suddivise: da Adamo a Noè/ da Noè ad Abramo/ da Abramo a David/ da David all’esilio Babilonese/ da Babilonia a Giovanni Battista/ dalla Nascita di Gesù alla fine del mondo.
Da Adamo a Noè: la scena inizia da sinistra con la schiera di beati, a partire dal giovane Abele, prefigurazione di Cristo, che solleva la fiaccola accesa e ha vicino un agnello coricato sopra una palma, simbolo del sacrificio e del martirio. Accanto a lui i progenitori, Adamo ed Eva, inginocchiati con le mani giunte e gli occhi rivolti verso la Donna che ha sconfitto il serpente.
Da Noè ad Abramo: la seconda età è rappresentata da Noè, padre della nuova generazione, riconoscibile dall’Arca, ha con sé la moglie e i figli Sem e Jafet.
Da Abramo a David: la terza età ha il maggior numero di figure, essendo molti, e tutti di grande importanza, i fatti storici di questo periodo. Vi è Abramo con Isacco che lo sta ad ascoltare in ginocchio con le mani giunte, un fascio di legna per il sacrificio e un angioletto che tiene in mano il coltello. Dietro di lui la moglie Rebecca con le nipoti Lia e Rachele, figlie di Labano, sposate da Giacobbe, che si alza maestoso con un fascio di virgulti fioriti per indicare la sua numerosa progenie. Costui parla con Giuseppe che indossa abiti regali, con uno scettro nella destra e una coppa d’argento nella sinistra, come segno del dono avuto da Dio di interpretare il sogno del faraone. Dietro le spalle di Giuseppe sporgono le teste di Giuda ed Efraim, capi delle due Tribù alla cui discendenza era riservata la gioia di dare al popolo d’Israele il Salvatore promesso.
A metà della calotta, di fronte alla scena dell’Incoronazione della Vergine, si alza maestosa la figura di Mosè, liberatore del popolo d’Israele: poggia la mano sulle tavole della Legge e con la sinistra impugna la verga miracolosa. Al suo fianco Aronne in abiti sacerdotali, solleva il turibolo, vaso in cui si brucia l'incenso, fumante, mentre delle fanciulle danzano e suonano il cembalo dopo il Passaggio del Mar Rosso. Al lato opposto c’è Giosuè con l’elmo e la corazza che guarda il cielo nella speranza che il tramonto ritardi fino a quando non abbia sconfitto il nemico(Gs.10,12-14) Accanto a lui Praha, la peccatrice, che accolse gli esploratori israeliti e sposando Salomone entrò a far parte degli antenati di David e del Messia. Sotto questo gruppo vi sono tanti altri personaggi: i tre giudici, Eud, con il pugnale nella mano sinistra, Sansone con la mascella d’asino, e Barak, che tiene aperto un papiro e mostra agli altri due il Cantico di Debora. Chiude il gruppo Gedeone, che ha in mano il vello impregnato di rugiada, simbolo del giusto che, secondo Isaia, doveva discendere dal cielo come rugiada sull’erba inaridita. Vi è poi Giuditta con la spada con cui tagliò il capo ad Oloferne, figura di Maria che vince sulle potenze infernali; infine vi sono Rut, con in mano un fascio di spighe, e la nuora Noemi, che sposando Booz, entra nella genealogia di Cristo e della Vergine.
Da David all’esilio Babilonese: il quarto gruppo è formato dal re David, che suona l’arpa, guardando ammirato il trionfo della donna della sua stirpe, annunciata dal profeta Isaia. Questa età, forse la più interessante, è rappresentata solo dal re, la figura più compiuta di Cristo, per cui non occorrevano altri personaggi, perché in lui si impernia tutta la storia dei re d’Israele.
Da Babilonia a Giovanni Battista: l’età della schiavitù babilonese è aperta dal profeta Geremia, vestito di bianco e con il capo coperto in segno di lutto e penitenza, che poggia la mano su una lastra di marmo con incise le Lamentazioni. A fianco c’è il re Giosia, della stirpe di David, distruttore degli idoli e restauratore del culto del vero Dio; sotto il profeta, seduta sulle nubi come sul trono, si vede Ester con la corona regale e lo scettro. Accanto a lei il giudice Jefte con elmo e corazza, che sta parlando con uno dei principi di Galaad, venuto a nominarlo loro condottiero; a fianco ha la sua unica figlia che consacrò al Signore. La ragazza, insieme ad un’altra che le fu compagna, ha il capo cinto con le bende verginali, e ambedue sono in adorazione di Maria, che fu la prima donna ad offrire a DIO la propria verginità. Si vede poi la madre dei Maccabei con in mano la palma del martirio, che guarda Maria distendendo le braccia sopra i suoi sette figli. Sotto il gruppo, Matatia tiene la lancia nella mano sinistra, ha alla destra il figlio Simone e alla sinistra Giuda Maccabeo.
Dalla Nascita di Gesù alla fine del mondo la sesta età si apre con alcuni bambini, fatti trucidare da Erode, che tengono le palme del martirio. In cima al gruppo Anna ha il braccio attorno al collo di Elisabetta con le mani giunte e le indica la sua gloriosa figliola; al suo fianco il vecchio Simeone; sotto Anna c’è Gioacchino, mentre sotto Elisabetta c’è Zaccaria. Davanti a loro Giuseppe, a cui sta davanti un angioletto con il giglio della purezza. Tutti e tre contemplano il trionfo di Maria. Chiudono il gruppo i tre Magi con le corone regali. Giovanni Battista, accanto a Maria, volge la faccia indietro, verso i suoi parenti e accenna con la destra alla Madre di Dio, in cui vi è il compimento di tutte le promesse. La presenza di Stefano, con la dalmatica rossa e un sasso in mano, segna l’inizio della schiera dei martiri del Nuovo Testamento.
Lettura iconologica degli affreschi di Micaela Soranzo, tratte dal volume” La chiesa nuova o dell'Immacolata concezione e di San Filippo Neri in Perugia” Storia, pitture e restauro Volumnia editrice, 2008 Perugia.
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